il Manifesto: Basta amianto, il governo dopo 6 anni riattivi gli incentivi

il Manifesto: Basta amianto, il governo dopo 6 anni riattivi gli incentivi

Da Il Manifesto del 27/04/2017

di Antonio Sciotto

L’amianto continua a fare vittime in Italia – le stime vanno dalle 3 mila alle 6 mila, a causa dell’esposizione nei passati decenni – e molti terreni, edifici, perfino scuole, non sono ancora stati bonificati. Gli incentivi alla rimozione di questo materiale killer dai tetti – incredibilmente – sono stati soppressi nel 2012: una petizione di Change.org chiede adesso di riattivarli, collegandoli alla installazione di pannelli fotovoltaici: le firme hanno già superato quota 38 mila, e ieri Green Italia, Leu e Possibile hanno rilanciato la richiesta con l’hashtag #BastaAmianto.

«A 26 ANNI DALLA MESSA al bando dell’amianto – spiega Annalisa Corrado di Green Italia – le stime relative alla presenza di questo killer silenzioso, come anche quelle relative alle conseguenze dell’esposizione, sono agghiaccianti: oscillano tra 32 e 40 milioni le tonnellate di manufatti contenenti amianto diffusi sul territorio, sono 75 mila gli ettari in cui c’è una accertata contaminazione, si stimano tra 1 e 2,5 miliardi di metri quadri di coperture in amianto su capannoni, strutture, edifici pubblici e privati».

E ancora, spiega l’esponente dell’associazione ambientalista, «sono migliaia gli edifici pubblici che ancora “ospitano” elementi edilizi in amianto, e si contano tra 3 mila e 6 mila morti ogni anno per malattie causate dall’esposizione, mentre la percentuale di persone che si ammalano senza aver avuto una esposizione di tipo professionale è in aumento».

«CHIEDIAMO AL presidente della Camera Roberto Fico di ricevere le 38.340 firme raccolte da #BastaAmianto in modo che in qualità di presidente della Camera ricordi ai futuri ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente di agire su questo tema – ha detto Rossella Muroni, deputata di Leu – Vorremmo che in questa fase gli scontri tra i partiti per la formazione del governo riguardassero questi temi, che incrociano sia problemi ambientali e sanitari che economici, dal momento che con la rimozione dell’amianto si attivano filiere economiche e produttive».

La chiave di volta potrebbe essere «ricorrere – spiega Annalisa Corrado di Green Italia – allo strumento più efficace che sia mai stato attivato per consentire la bonifica di tetti e coperture in amianto: quello di legare un extra-incentivo per la bonifica della copertura a quelli dedicati a chi produce energia pulita attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici». Uno strumento, prosegue Corrado, con cui «sono stati bonificati oltre 20 milioni di metri quadri di coperture in meno di due anni, realizzando centrali fotovoltaiche diffuse per più di 2 mila megawatt di potenza», mentre «la soppressione di questo incentivo ha causato un sostanziale blocco delle bonifiche». Un provvedimento per reinserire i sostegni statali sarebbe già disponibile: è il decreto di incentivazione delle fonti rinnovabili elettriche per il 2018-2020, attualmente in fase di concertazione.

IL PROBLEMA NON È SOLO ambientale, ma riguarda lo sviluppo economico e le possibili prospettive per le aziende delle rinnovabili: il settore ha avuto un forte impulso in Italia negli anni passati, fino a quando non ha subito il brusco taglio degli incentivi, che ha affossato tante imprese. Il vicepresidente del Kyoto club, Francesco Ferrante ha fatto presente come lasciando fermo il decreto, che potrebbe contenere il ripristino dell’incentivo, «si allunga l’agonia delle aziende italiane delle rinnovabili e si allontanano i target da raggiungere a livello internazionale».

Intanto la Regione Friuli Venezia Giulia ieri è stata ammessa come parte civile davanti al Tribunale di Gorizia nel processo «Amianto quater» per i morti e i malati causa dell’asbestosi nei cantieri di Monfalcone. Ammessi come parti civili anche i sindacati e le Associazioni esposti amianto.

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